martedì 29 gennaio 2013

Abbaglio da luce riflessa.

La luna non ha luce propria.
Luce lontana
immaginata
a colmare i vuoti,
al di là delle orditure fitte,  
della notte.

Iperipo



CANTO ALLA LUNA

La luna geme sui fondali del mare,
o Dio morta paura
di queste siepi terrene,
o quanti sguardi attoniti
che salgono dal buio
a ghermirti nell'anima ferita.

La luna grava su tutto il nostro io
e anche quando sei prossima alla fine
senti odore di luna
sempre sui cespugli martoriati
dai mantici
dalle parodie del destino.

Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo,
ma forse al chiaro di luna
mi fermerò il tuo momento
quanto basti per darti
un unico bacio d'amore.


Alda Merini da Vuoto d'Amore












 
 

lunedì 28 gennaio 2013

Sensibilità che si sfiorano nell'intimità della danza. Sussurri al corpo doppio...arco di allegria sulla corda già tesa dell'orgasmo.

 

Grave  suon d'allegria , il violoncello
passa lento sull'anima, e vi freme:
sussuriamo allora al corpo doppio,
alle bocche e alle mani , e ai deliqui ,
alle segrete indagini che non temono
nè vegogna , nè pene , nè verità:
è questo l'amore , un arco di allegria
sulla corda già tesa dell'orgasmo.
 
Musica di Josè Saramago.
 




 

sabato 26 gennaio 2013

My favorite things :Tigran Hamasyan trio



 
Tigran Hamasyan (piano),
Sam Minae (contrebasse),
Magnus Ostrom (batterie)

Come foglie in attesa di un vento per lasciarsi volare via in un'altra vita.


Stava seduta immobile e perduta.
Sembrava a un tratto che guardasse dritto verso di lui.
L'idea lo lusingava , lasciandolo però senza difesa.
Inebriato dal flusso in grado di attraversare
la distanza che c'era tra di loro.
"La cercherò domani", si era ripromesso.
 
PAOLO RUFFILLI
 


 
 
Qualunque cosa sia l'uomo,
è comunque un'eccezione.
Se non è vero che si tratta di una creatura divina caduta,
allora possiamo soltanto dirlo
un animale uscito completamente di senno.
 
G.K. CHESTERTON
 
 
 

Anja , Vassilis e Wallace compagni di lunghe notti alla ricerca di un senso.

 
 






 

 
Si deve avere un animo d’inverno
per contemplare questo gelo e i pini
con le rame incrostate dalla neve;
e avere avuto freddo lungo tempo
per guardare i ginepri irti di ghiaccio
i rudi abeti nel brillìo remoto
del sole di gennaio; e non pensare
d’alcun duolo nel gemito del vento,
o nel suono di queste poche foglie,
voci di una regione visitata
da quel vento che sempre
sibila sullo stesso nudo luogo
per chi ascolta, chi ascolta nel nevaio,
e nulla in sé medesimo, contempla
là quel nulla che è e che non è.
 
 
WALLACE STEVENS



 
 
Ecco il pane del tempo a venire,
ecco la sua vera pietra. Il pane
sarà il nostro pane , la pietra sarà
il nostro giaciglio e di notte dormiremo.
Di giorno dimenticheremo , tranne
il momento in cui scegliamo di interpretare
il pino immaginato, la ghiandaia immaginata.
 
 
WALLACE STEVENS


 
 

lunedì 14 gennaio 2013

Bellezza, libertà e selvatichezza



Non aveva mai amato nè la caccia nè la pesca perchè ,
pure conoscendo tutti gli animali dei dintorni e le loro abitudini,
preferiva vederli vivi.




Alcune volte era riuscito a vedere la volpe, un inverno la seguì per un giorno e una notte , la volpe sapeva di essere seguita e quando l'uomo (allora giovane) perdeva le tracce, lo aspettava nell'oscurità segnalando la sua presenza con occhi lucenti. In questo modo lei si fece seguire e l'uomo la seguì fino ai piedi dei monti: all'alba vide la volpe davanti a sè nella neve in tutta la sua libertà e selvatichezza, con la pellicola di animale solitario nelle pupille e sentì anche l'odore: la volpe ebbe un'impennata di superbia (l'uomo vide i denti da vicino) , poi si allontanò con alti balzi tra la neve e il sole, scomparve.
L'uomo aspettò ma poichè l'animale non tornava scese verso la pianura.
Alla sera la moglie gli chiese con insistenza perchè era stato fuori casa due giorni ma egli rispose:" Taci , taci", e soffiò sulla candela.

Da circa dieci anni l'uomo pensava alla morte e spiava dentro e fuori di sè quei sintomi e quegli avvertimenti che conosceva alla perfezione; ma anche se stava molto attento non li sentiva.

                      tratto liberamente da "Bellezza" di Goffredo Parise

venerdì 4 gennaio 2013

Non sà nessuno...perchè non sono solo come ero.

 
 
Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi ,
ma nulla neppure io stesso.
 
(Pirandello)
 


 
 

Io sono stata come sono
anche quando non ero come sono
e non saprà nessuno come sono
perché non sono solo come ero
 
Patrizia Valduga, Quartine - Seconda centuria


 

mercoledì 2 gennaio 2013

Istantanea. Sguardi, pensieri...colti in un attimo.

 
...lei tornò ad essere superba con lui. Un giorno si guardò a un grande specchio e vedendo il ragazzo che la guardava ebbe dentro di sè un attimo di immensa e stupefatta vanità che apparve nel volto. Il ragazzo vide quell'attimo (di cui lei stessa si stupì e arrossì) e fu certo che era dovuto a lui.
 
 
 
 
Rileggendo il mio e il tuo Goffredo Parise ,
ad alta voce per te lontana che sei quì ma che non ci sei
(...un grande della serie "My favorite things "). Bacio.
 
 
 
 

martedì 1 gennaio 2013

Silenzi.

 
 
Tacquero. Di tanto in tanto la guardava in silenzio, appoggiò il giornale sulle ginocchia e la guardò più a lungo.
Stava per cominciare a parlare (non sapeva quello che avrebbe detto ma sapeva che l'avrebbe detto) ...quando lei , alzandosi , gli strinse un istante la mano, subito si scostò da lui...
Egli si alzò, si avvicinò a lei, la baciò su una tempia e uscì.