lunedì 17 novembre 2014

Spazio curvo e finito.


 
 
 
Occulta cognizione di non essere,
o d'essere in uno star che mi trascende,
in una rete di presenze e assenze,
in una fuga al punto di partenza:
un qui che è tanto lì, un lì che è qui.
Un'ansietà di esserci e temere
il seme che di esser si sorprende
le pietre che rifanno le movenze
dell'onda sempre nuova e rinnovata
che in questo spazio curvo da te viene.
 
da "Le poesie possibili" di Josè Saramago
 
 


Movimenti liquidi in espansione
stillano gocce di luce dolce
verso i confini remoti della sensibilità
traportando materia viva



Julia Kent - Transportation from Leaf Label on Vimeo.


 

sabato 25 ottobre 2014

Dovrebbe continuare per sempre.






Dalla foresta sbucammo in una vasta pianura.
Lì il cielo era cupo e violaceo, ma la pianura era d'oro pallido.
La bellezza di questa distesa scintillante, di molti gradi più chiara del cielo,
rese me (e credo anche lei) perfettamente felice.





 
Giacciono abbandonati, fianco a fianco.
L'aria che entra dalla finestra aperta rinfresca i loro corpi
e li rende coscienti di quanto siano madidi,
di quanto sia bagnato il loro ventre.
 
Dovrebbe continuare per sempre, dice lei.
Non è un lamento.
Gli afferra due dita di una mano.
Sa che il passo del tempo sta tornando normale.
Aveva varcato una soglia oltre la quale lo spazio, la distanza, il tempo non avevano alcun senso.
La soglia era calda, umida e tremante:
animata a un grado per il quale l'inanimato non ha un equivalente qualitativo,
se non nelle montagne giurassiche.
Animata al punto che la sostanza sembrava trasformarsi in puro suono.
 
Dovrebbe continuare per sempre.
 
Giacciono supini.
Lui ha la sensazione di estendersi in senso orizzontale.
Percepisce la piattezza del letto, del pavimento, del terreno sotto la casa.
Tutto  ciò che è in posizione eretta gli appare incongruo e incompleto.
Sta per mettersi a ridere.

 


 
 
 
 
 
 
POESIA PER LUI
 
éblouir abbagliare
come seta
il corpo di lei non ha confini
al centro una bocca di terra
 
liquida gola
(o usignoli di un verso ottocentesco)
varco di creatura indifesa
cul de sac
 
essere giunti là
abbagliare la terra
éblouir
 
John Berger
 
 
 
 
Come il lamento di un bosco,
come il trillo non udito di un usignolo,
si spande l'armonia
ed empie l'aria
e per l'aria ti va nelle orecchie
e nelle cervella e nel cuore.
Vibra vibra l'aria
commossa dal trillo dell'usignolo!
Poi possente completa
la melodia ti domina
e tu la domini
e tutti
gli atomi vibrano di una gioia divina.
 
Poi quando saturo
di musica lo spirito riposa
come la terra che raccoglie un seme
germoglia e sboccia in mille
immense costruzioni d'armonia.
 
Frattanto il trillo non era finito.
 
Cesare Pavese
(7 aprile 1928)
 
 
 
 
 
 


 

lunedì 13 ottobre 2014

Addormentarmi in un sogno!





 


Oh immensità, dolcezza del crepuscolo
su questa larga valle! Le colline
imbruniscon lontano e ad occidente
una striscia più limpida, infocata
si stende sopra i monti. In alto il cielo
è pallido, leggero e già una stella
vi spunta tremolante...Oh, qui, nell'erba
potermi addormentare in questo sogno!
 
Cesare Pavese
 
 
 
 
Se avessi il drappo ricamato del cielo,
Intessuto dell’oro e dell’argento e della luce,
I drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte
Dai mezzi colori dell’alba e del tramonto,
Stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:
Invece, essendo povero, ho soltanto i sogni;
E i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;
Cammina leggera, perché cammini sui miei sogni.
 
William Butler Yeats
 
 
 

martedì 16 settembre 2014

Desiderio.







Seguire il pesce, seguire l’uccello
Se invidi il loro errare, seguili
Fino in fondo. Seguire il loro volo, seguire
Il loro nuoto, fino a diventare
Nulla. Null’altro che il blu da cui un giorno
E’ sorta l’ardente metamorfosi,
Il desiderio stesso di nuoto, di volo.

da “Cinque meditazioni sulla morte.” di Francois Cheng
 
 
 

sabato 30 agosto 2014

Nell'intimità non superficie circoscritta ma orizzonte che circonda. La fedeltà nasce dall'empatia d'amore.



 
Ascoltiamo in silenzio
il tremolio lieve delle anime
avvolti dall'abbraccio dei nostri orizzonti lontani.
Fruscio impercettibile di foglie ancorate
al soffio di dolce brezza estiva
nell'intimità nascosta di un giardino in fiore  
in tensione verso un cielo.
 
Iperipo
 
 
 
 
L'amore conferisce innocenza. Non ha nulla da perdonare.
La persona amata è diversa dalla persona che vediamo attraversare la strada
o lavarsi la faccia.
Ed è diversa anche dalla persona che ha una sua vita e una sua esperienza,
perché quest'ultima (uomo o donna che sia) non può rimanere innocente.
Chi è dunque l'amato?
Un mistero, la cui identità non è confermata da nessuno se non dall'amante.
 
L'amore è solitario anche se unisce.
 
 
 
La persona amata è l'essere che perdura anche quando le sue azioni
e la sua egocentricità si sono dissolte.
L'amore riconosce una persona prima ancora che agisca
e la riconosce immutata dopo che ha agito.
La investe di un valore che non è traducibile in virtù.
 
La scoperta di una persona amata, già formata e completa, è l'inizio di una passione.
 
Il riconoscimento che diamo alle persone per cui non proviamo amore si basa sulle loro opere.
I successi che giudichiamo importanti
possono discordare da quelli che la società riconosce come tali.
Tuttavia, a coloro che non amiamo, diamo importanza in base al loro modo di riempire
un contorno,
e per descrivere questo contorno ci serviamo di aggettivi comparativi.
La loro forma "globale" è la somma delle loro opere, così come le qualificano gli aggettivi.
Di tutt'altra natura è il nostro modo di vedere l'essere amato.
Il suo contorno o forma non è una superficie circoscritta, ma orizzonte che circonda.
Riconosciamo l'amato/a non dai suoi successi, ma dai verbi che lo/a possono soddisfare.
Anche se divergono da quelli dell'amante, i suoi bisogni creano valore:
il valore di quell'amore.
 
John Berger
 
 
 
 
 



giovedì 14 agosto 2014

Modo di guardare ... andare oltre.



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Anche se non è detto che si guardi la natura come faceva Cézanne,
 tuttavia , di fronte al mare, a un tramonto, a un semplice albero,
a dei fiori in un campo o a una cascata,
ci si accorge che si sta guardando qualcosa che non coincide con ciò che si ha davanti agli occhi,
che va oltre.
... E' qualcosa di preverbale e che ha in sè una certa organizzazione:
una sorta di melodia, che però non è neppure musicale.
Se dovessi descriverla, direi che somiglia a un motivo musicale,
pur essendo completamente muta.

 John Berger


 
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Niente esiste fino a quando o fino a che non sia osservata. 
 Un artista crea qualcosa attraverso l'osservazione. 
 E la sua speranza per gli altri é che anche loro la faranno esistere
osservandola.
Io la chiamo 'osservazione creativa'.
Visualizzazione creativa.



William S. Burroughs
Ports of Entry: William S. Burroughs and the Arts
 
 
 
          

mercoledì 13 agosto 2014

Guardare insieme con gli occhi dell'anima, oltre il silenzio, oltre la fine del tempo ... nell'amore sublime.


 

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Guardo un albero
Tu guardi qualcosa in lontananza
Ma so che se non guardo quell'albero
Lo farai tu per me
E tu sai che se non guardi quel che stai guardando
Lo farò io per te.
 
A nessuno dei due basta più
Guardare insieme
Adesso, se uno di noi
E' lontano, l'altro guarderà
Quel che va guardato.
 
Adesso ci resta solo
Da stabilire con che sguardo
Guarderemo quel che
Tutti e due dovremo guardare
Quando tu ed io non saremo più in nessun luogo.
 
Roberto Juarroz
da "Poésie verticale"

 
 
 




 

martedì 12 agosto 2014

Nelle fioriture verso il Monte Antola con Pasolini.


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Camminiamo lungo un sentiero alto nel Parco dell'Antola. 
Siamo immersi nelle nuvole in transito portate dal vento.
Arrivano dal mare con il loro carico di luci e di musica che ci incantano.
Si distendono lievemente sulle pendici dei monti come dolce carezza d'amore,
poi scendono giù sul sentiero fino ad allagarlo avvolgendoci. 
Siamo catturati e rimaniamo sospesi tra terra e cielo.
Invisibili al mondo nella nostra liquidità.
Ascoltiamo la musica lontana del vento con le sue variazioni.
Disegna armonie tra le fronde dei faggi.
Le foglie ondeggiano vibrando all'unisono.
L'erba e i fiori fanno da controcanto.



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Dopo una piccola esitazione le nuvole riprendono il loro viaggio e ci liberano.
Riprendiamo la nostra dimensione.
Possiamo godere del tepore di un sole estivo che ristora i corpi.
Ma poi torneranno.
Noi lo sappiamo e le aspettiamo.
 
Quassù, dentro questa natura così libera e selvaggia,
tu mi canti le parole di Pasolini
e sento distintamente di quanta vacuità l'uomo si è circondato laggiù a valle. 
Qui fiori, poesia e musica hanno un senso alto e ci riempiono di verità.


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La mattina è avanzata, il sole è già forte.
Gli alberi hanno perduto il loro mistero: quel loro senso di fraternità
(sono chiusi di nuovo nel loro semplice silenzio selvaggio e inespressivo,
oppressi da qualcosa di più grande di loro,
a cui essi offrono umili la loro resa).

Pier Paolo Pasolini
da  Grazia e buffoneria degli "spossessati del mondo"
 

 
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sabato 9 agosto 2014

Eloisa Manera: impressioni vissute in volo


A sera mi inoltro nel bosco percorrendo un lungo sentiero impervio e accidentato.
Attraverso una folta e rigogliosa vegetazione che impedisce allo sguardo di spaziare
verso un orizzonte.
Il percorso è lungo e non riesco ad intuire dove mi sta conducendo
o addirittura non so se mi porterà da qualche parte.
Il sentiero man mano che avanzo si fa sempre più oscuro e
mi sorge il dubbio che forse è meglio tornare indietro sui miei passi.

Da ostinato quale sono , spinto dal desiderio di arrivare in un Dove,
continuo ad avanzare quasi per inerzia.
Cerco ogni tanto un varco tra i rami da cui allungare lo sguardo per capire dove mi trovo.

Ad un tratto , quando ormai mi sto arrendendo,
come sorpresa inattesa mi si apre una radura con tre casolari in pietra.
Uno spazio libero nel bosco
in cui lo sguardo finalmente può liberarsi dentro un cielo colorato al tramonto.
 E’ un anfiteatro di prati arabescati da filari di  vigneti
ordinati e disposti secondo un disegno prezioso e naturale.
 
 
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 La prima sensazione è di trovarmi in un luogo armonioso,
dove l’uomo ha lasciato un segno discreto della sua presenza.
E’ un segno rispettoso di quel luogo che esiste da sempre.
Accanto alla sua intelligenza qui c’è traccia del suo cuore e della sua passione per questa terra.  

La vigna carica dei suoi grappoli segue la forma dolce e sinuosa della collina
ed è un segno di pace e bellezza per lo sguardo.
In quel silenzio cerco di guardare la terra e le sue variazioni
ma l’occhio volge verso l’orizzonte
ed ho la sensazione netta di essere dentro il cielo, talmente lo sento vicino.

Ci sono luoghi come questo dove l’anima ritrova il piacere della sosta
perché si sente parte di un’armonia cosmica.
Cielo e terra, uomo e natura.
Memoria e destino.

Luoghi in cui s’ acquieta la frenesia del viaggiare e si sente il bisogno di raccogliersi in se stessi
mettendosi in contatto con gli Elementi del posto
per assaporare il viaggio nel ricordo del già Vissuto.
Luoghi di viaggi interiori senza direzioni prefissate.
Viaggi a tutto Spazio in cui si sta fermi.
Sono i ricordi che ti vengono incontro come veloci flash-back,
senza un ordine cronologico consequenziale.
Portano suoni, odori, visioni e impressioni d’anima. 

Viaggi nella Memoria Sensibile sfrondati di ciò che va dimenticato in quell’istante magico.
Arricchiti invece da ciò che è necessario ricordare per trovare il senso dell’esistere.
Gioco meraviglioso di luci e ombre.

E' un zizzagare teso e veloce da una luce all’altra oltre l’oscurità.
Volo imprevedibile e incantevole come quello di una rondine,
 nel controluce di un tramonto,  
alla ricerca di sprazzi di sereno in un cielo di nubi oscure.

Una musica mi guida. Entro in uno di quei casolari.
Mi sento come un viandante stanco che ha trovato un rifugio dove riposare.
Mi si apre un piccolo spazio occupato da poche persone in silenzioso ascolto.
Ho l’impressione che ognuna stia ascoltando se stessa.

 
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C’è un’atmosfera avulsa dal tempo
ed è per me come entrare a contatto con l’intimità di quel luogo.
 Mi accoglie il suono di un violino.
Mi lascio rapire da quella musica e portare lontano,
in volo.


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Il suono del violino in rapida variazione di modulazione 
percorre veloce i filari ordinati dei vigneti,  
lo sguardo interiore và oltre l'orizzonte della collina,
evocando viaggi verso città lontane.
Seguo un volo di rondine saettante,
in transito veloce,
con improvvisi cambi di direzione.
Attraverso sprazzi aperti di sereno
dentro un cielo colmo di nubi cariche di pioggia.
 
 Nel controluce all'imbrunire
con i colori della musica di Eloisa
assaporo il calore intimo
d'impressioni vissute
sulla sua stessa lunghezza d'onda.

Iperipo


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sabato 2 agosto 2014

Bologna 2 agosto: memoria e immaginazione per il presente


E' un processo.
La gente non muore d'improvviso.
La morte non è un evento.
La gente non muore d'improvviso
nemmeno quando le viene un attacco cardiaco o le capita un incidente.
C'è vita per molto tempo ancora dopo che il cuore ha smesso di battere(...)
La morte non è il momento circoscritto che ci dicono.
La morte è il momento infinito.

John Kay
 
 
 Emilio Isgrò, "L'ora italiana" from
 
 
 
Memoria e immaginazione collocano l'individuo nel presente,
ma di faccia tanto al passato quanto al futuro,
ciascuno dei quali può essere visto come un cerchio che si chiude sul presente.
 
John Berger



 
 
 

lunedì 28 luglio 2014

Mahmud Darwish : nell'ipocrisia generale al popolo palestinese sono rimaste solo le poesie del suo poeta

  
Assassinato n.48
 
Nel suo petto trovarono
una lanterna di rose
e una luna.
Giaceva morto su una pietra
trovarono … monetine
nella sua tasca,
e sopra di lui
una scatola di zolfanelli
e un passaporto.
Sul morbido braccio, invece,
c’erano dei tatuaggi.
La madre l’aveva baciato,
l’aveva pianto un anno dopo l’altro.
Spini cervini gli crebbero negli occhi
e le tenebre si addensarono.
Anche il fratello, quando crebbe,
e andò per le vie della città
cercandosi un lavoro, lo buttarono in cella.
Lui non possedeva un passaporto,
ma portava per le strade
una cassa di marciume… ed altre casse …
O bambini del mio paese:
cosi morì la luna !




Si tratta di un uomo

 
Incatenarono la sua bocca
legarono le sue mani
alla roccia della morte
e dissero : “sei un assassino “.
Gli tolsero il cibo, gli abiti, le bandiere
lo gettarono nella cella dei morti
e dissero : “sei un ladro “.
Lo rifiutarono in tutti i porti
portarono via la sua piccola amata
e dissero : “sei un profugo “.
O tu, dagli occhi e le mani sanguinanti!
la notte è effimera,
né la camera dell’arresto
né gli anelli delle catene
sono permanenti.
Nerone è morto, ma Roma no,
lotta persino con gli occhi!
e i chicchi di una spiga morente
riempiranno la valle di grano.
 
 

 Think Of Other from

Pensa  agli altri

 
Mentre  prepari la tua colazione pensa agli altri
non dimenticare il cibo delle colombe.
Mentre fai le tue guerre pensa agli altri 
coloro che chiedono la pace.
Mentre  paghi la bolletta dell’acqua pensa agli altri 
non dimenticare coloro che sorseggiano le nuvole.
Mentre stai per tornare a casa - casa tua - pensa agli altri
non dimenticare il popolo delle tende.
Mentre dormi contando i pianeti pensa agli altri
 coloro che non trovano un posto dove dormire.
Mentre liberi te stesso con le metafore pensa agli altri
coloro che hanno perso il diritto di parlare.
Mentre pensi agli altri, quelli lontani pensa  a te stesso
e di’ : magari fossi una candela  nel buio.


 


sabato 12 luglio 2014

Madre Terra nell'istante sensibile.






“  Un minuto trascorre nella vita del mondo!
Dipingerlo nella sua realtà, e dimenticare per esso ogni altra cosa!
Diventare quel minuto, essere la lastra sensibile…
dare l’immagine di ciò che vediamo…”
Cèzanne.
 
  

Parco dell’Antola.
 
Una luce radente al tramonto rendeva visibile anche l'invisibile, in un delicato equilibrio tra realtà e spiritualità...subito dopo la preghiera della Madre Terra nel mio istante sensibile

"...ogni cosa era come doveva essere.
Non un pelo più leggera o più pesante o più forte o più intensa."
(David Malouf )




 

lunedì 16 giugno 2014

Quando la bellezza si fa voce, è meravigliosa luce.

folle di odio voglio cantare
con voce roca e stonata
farmi prestare la voce dell'usignolo
saltare dentro non posso
col cuore ballerino.
 
di Antonio Porta



 
 
Per una donna
a cui sono legato profondamente
per affinità di sensibilità
e la cui voce nel canto
è sublime incanto.  

Meravigliosa cura salvifica
per quella che ormai
era diventata
buia follia.
Mi ha indicato la direzione 
per riconoscere
la luce oltre la tenebra,
per germogliare nella bellezza,
 ancora.



lunedì 9 giugno 2014

Una somma perfezione.



 
 
...ogni cosa procede per una certa eterna necessità di natura e secondo una somma perfezione. Aggiungerò tuttavia ancora questo,
che cioè codesta dottrina del fine rovescia completamente la natura.
Considera infatti come effetto ciò che in realtà è causa, e viceversa.
Poi rende posteriore ciò che per natura è precedente.
Infine, rende imperfettissimo ciò che è supremo e perfettissimo.
 
(da "Etica" di Benedetto de Spinoza)


 
 
 
Fare il piccolo, che è grande.
Fare poco, che è tanto.
Fare bene, che è santo.
 
(Variazioni su Lao Tsu/I di Franco Marcoaldi)



 
 
 
 

martedì 3 giugno 2014

Lo spiraglio.





 
Si chiude e si apre
di continuo lo spiraglio
 
a meno che non sia l'eterno
abbaglio della vita.
 
Franco Marcoaldi