giovedì 14 agosto 2014

Modo di guardare ... andare oltre.



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Anche se non è detto che si guardi la natura come faceva Cézanne,
 tuttavia , di fronte al mare, a un tramonto, a un semplice albero,
a dei fiori in un campo o a una cascata,
ci si accorge che si sta guardando qualcosa che non coincide con ciò che si ha davanti agli occhi,
che va oltre.
... E' qualcosa di preverbale e che ha in sè una certa organizzazione:
una sorta di melodia, che però non è neppure musicale.
Se dovessi descriverla, direi che somiglia a un motivo musicale,
pur essendo completamente muta.

 John Berger


 
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Niente esiste fino a quando o fino a che non sia osservata. 
 Un artista crea qualcosa attraverso l'osservazione. 
 E la sua speranza per gli altri é che anche loro la faranno esistere
osservandola.
Io la chiamo 'osservazione creativa'.
Visualizzazione creativa.



William S. Burroughs
Ports of Entry: William S. Burroughs and the Arts
 
 
 
          

mercoledì 13 agosto 2014

Guardare insieme con gli occhi dell'anima, oltre il silenzio, oltre la fine del tempo ... nell'amore sublime.


 

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Guardo un albero
Tu guardi qualcosa in lontananza
Ma so che se non guardo quell'albero
Lo farai tu per me
E tu sai che se non guardi quel che stai guardando
Lo farò io per te.
 
A nessuno dei due basta più
Guardare insieme
Adesso, se uno di noi
E' lontano, l'altro guarderà
Quel che va guardato.
 
Adesso ci resta solo
Da stabilire con che sguardo
Guarderemo quel che
Tutti e due dovremo guardare
Quando tu ed io non saremo più in nessun luogo.
 
Roberto Juarroz
da "Poésie verticale"

 
 
 




 

martedì 12 agosto 2014

Nelle fioriture verso il Monte Antola con Pasolini.


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Camminiamo lungo un sentiero alto nel Parco dell'Antola. 
Siamo immersi nelle nuvole in transito portate dal vento.
Arrivano dal mare con il loro carico di luci e di musica che ci incantano.
Si distendono lievemente sulle pendici dei monti come dolce carezza d'amore,
poi scendono giù sul sentiero fino ad allagarlo avvolgendoci. 
Siamo catturati e rimaniamo sospesi tra terra e cielo.
Invisibili al mondo nella nostra liquidità.
Ascoltiamo la musica lontana del vento con le sue variazioni.
Disegna armonie tra le fronde dei faggi.
Le foglie ondeggiano vibrando all'unisono.
L'erba e i fiori fanno da controcanto.



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Dopo una piccola esitazione le nuvole riprendono il loro viaggio e ci liberano.
Riprendiamo la nostra dimensione.
Possiamo godere del tepore di un sole estivo che ristora i corpi.
Ma poi torneranno.
Noi lo sappiamo e le aspettiamo.
 
Quassù, dentro questa natura così libera e selvaggia,
tu mi canti le parole di Pasolini
e sento distintamente di quanta vacuità l'uomo si è circondato laggiù a valle. 
Qui fiori, poesia e musica hanno un senso alto e ci riempiono di verità.


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La mattina è avanzata, il sole è già forte.
Gli alberi hanno perduto il loro mistero: quel loro senso di fraternità
(sono chiusi di nuovo nel loro semplice silenzio selvaggio e inespressivo,
oppressi da qualcosa di più grande di loro,
a cui essi offrono umili la loro resa).

Pier Paolo Pasolini
da  Grazia e buffoneria degli "spossessati del mondo"
 

 
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sabato 9 agosto 2014

Eloisa Manera: impressioni vissute in volo


A sera mi inoltro nel bosco percorrendo un lungo sentiero impervio e accidentato.
Attraverso una folta e rigogliosa vegetazione che impedisce allo sguardo di spaziare
verso un orizzonte.
Il percorso è lungo e non riesco ad intuire dove mi sta conducendo
o addirittura non so se mi porterà da qualche parte.
Il sentiero man mano che avanzo si fa sempre più oscuro e
mi sorge il dubbio che forse è meglio tornare indietro sui miei passi.

Da ostinato quale sono , spinto dal desiderio di arrivare in un Dove,
continuo ad avanzare quasi per inerzia.
Cerco ogni tanto un varco tra i rami da cui allungare lo sguardo per capire dove mi trovo.

Ad un tratto , quando ormai mi sto arrendendo,
come sorpresa inattesa mi si apre una radura con tre casolari in pietra.
Uno spazio libero nel bosco
in cui lo sguardo finalmente può liberarsi dentro un cielo colorato al tramonto.
 E’ un anfiteatro di prati arabescati da filari di  vigneti
ordinati e disposti secondo un disegno prezioso e naturale.
 
 
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 La prima sensazione è di trovarmi in un luogo armonioso,
dove l’uomo ha lasciato un segno discreto della sua presenza.
E’ un segno rispettoso di quel luogo che esiste da sempre.
Accanto alla sua intelligenza qui c’è traccia del suo cuore e della sua passione per questa terra.  

La vigna carica dei suoi grappoli segue la forma dolce e sinuosa della collina
ed è un segno di pace e bellezza per lo sguardo.
In quel silenzio cerco di guardare la terra e le sue variazioni
ma l’occhio volge verso l’orizzonte
ed ho la sensazione netta di essere dentro il cielo, talmente lo sento vicino.

Ci sono luoghi come questo dove l’anima ritrova il piacere della sosta
perché si sente parte di un’armonia cosmica.
Cielo e terra, uomo e natura.
Memoria e destino.

Luoghi in cui s’ acquieta la frenesia del viaggiare e si sente il bisogno di raccogliersi in se stessi
mettendosi in contatto con gli Elementi del posto
per assaporare il viaggio nel ricordo del già Vissuto.
Luoghi di viaggi interiori senza direzioni prefissate.
Viaggi a tutto Spazio in cui si sta fermi.
Sono i ricordi che ti vengono incontro come veloci flash-back,
senza un ordine cronologico consequenziale.
Portano suoni, odori, visioni e impressioni d’anima. 

Viaggi nella Memoria Sensibile sfrondati di ciò che va dimenticato in quell’istante magico.
Arricchiti invece da ciò che è necessario ricordare per trovare il senso dell’esistere.
Gioco meraviglioso di luci e ombre.

E' un zizzagare teso e veloce da una luce all’altra oltre l’oscurità.
Volo imprevedibile e incantevole come quello di una rondine,
 nel controluce di un tramonto,  
alla ricerca di sprazzi di sereno in un cielo di nubi oscure.

Una musica mi guida. Entro in uno di quei casolari.
Mi sento come un viandante stanco che ha trovato un rifugio dove riposare.
Mi si apre un piccolo spazio occupato da poche persone in silenzioso ascolto.
Ho l’impressione che ognuna stia ascoltando se stessa.

 
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C’è un’atmosfera avulsa dal tempo
ed è per me come entrare a contatto con l’intimità di quel luogo.
 Mi accoglie il suono di un violino.
Mi lascio rapire da quella musica e portare lontano,
in volo.


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Il suono del violino in rapida variazione di modulazione 
percorre veloce i filari ordinati dei vigneti,  
lo sguardo interiore và oltre l'orizzonte della collina,
evocando viaggi verso città lontane.
Seguo un volo di rondine saettante,
in transito veloce,
con improvvisi cambi di direzione.
Attraverso sprazzi aperti di sereno
dentro un cielo colmo di nubi cariche di pioggia.
 
 Nel controluce all'imbrunire
con i colori della musica di Eloisa
assaporo il calore intimo
d'impressioni vissute
sulla sua stessa lunghezza d'onda.

Iperipo


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sabato 2 agosto 2014

Bologna 2 agosto: memoria e immaginazione per il presente


E' un processo.
La gente non muore d'improvviso.
La morte non è un evento.
La gente non muore d'improvviso
nemmeno quando le viene un attacco cardiaco o le capita un incidente.
C'è vita per molto tempo ancora dopo che il cuore ha smesso di battere(...)
La morte non è il momento circoscritto che ci dicono.
La morte è il momento infinito.

John Kay
 
 
 Emilio Isgrò, "L'ora italiana" from
 
 
 
Memoria e immaginazione collocano l'individuo nel presente,
ma di faccia tanto al passato quanto al futuro,
ciascuno dei quali può essere visto come un cerchio che si chiude sul presente.
 
John Berger



 
 
 

lunedì 28 luglio 2014

Mahmud Darwish : nell'ipocrisia generale al popolo palestinese sono rimaste solo le poesie del suo poeta

  
Assassinato n.48
 
Nel suo petto trovarono
una lanterna di rose
e una luna.
Giaceva morto su una pietra
trovarono … monetine
nella sua tasca,
e sopra di lui
una scatola di zolfanelli
e un passaporto.
Sul morbido braccio, invece,
c’erano dei tatuaggi.
La madre l’aveva baciato,
l’aveva pianto un anno dopo l’altro.
Spini cervini gli crebbero negli occhi
e le tenebre si addensarono.
Anche il fratello, quando crebbe,
e andò per le vie della città
cercandosi un lavoro, lo buttarono in cella.
Lui non possedeva un passaporto,
ma portava per le strade
una cassa di marciume… ed altre casse …
O bambini del mio paese:
cosi morì la luna !




Si tratta di un uomo

 
Incatenarono la sua bocca
legarono le sue mani
alla roccia della morte
e dissero : “sei un assassino “.
Gli tolsero il cibo, gli abiti, le bandiere
lo gettarono nella cella dei morti
e dissero : “sei un ladro “.
Lo rifiutarono in tutti i porti
portarono via la sua piccola amata
e dissero : “sei un profugo “.
O tu, dagli occhi e le mani sanguinanti!
la notte è effimera,
né la camera dell’arresto
né gli anelli delle catene
sono permanenti.
Nerone è morto, ma Roma no,
lotta persino con gli occhi!
e i chicchi di una spiga morente
riempiranno la valle di grano.
 
 

 Think Of Other from

Pensa  agli altri

 
Mentre  prepari la tua colazione pensa agli altri
non dimenticare il cibo delle colombe.
Mentre fai le tue guerre pensa agli altri 
coloro che chiedono la pace.
Mentre  paghi la bolletta dell’acqua pensa agli altri 
non dimenticare coloro che sorseggiano le nuvole.
Mentre stai per tornare a casa - casa tua - pensa agli altri
non dimenticare il popolo delle tende.
Mentre dormi contando i pianeti pensa agli altri
 coloro che non trovano un posto dove dormire.
Mentre liberi te stesso con le metafore pensa agli altri
coloro che hanno perso il diritto di parlare.
Mentre pensi agli altri, quelli lontani pensa  a te stesso
e di’ : magari fossi una candela  nel buio.


 


sabato 12 luglio 2014

Madre Terra nell'istante sensibile.






“  Un minuto trascorre nella vita del mondo!
Dipingerlo nella sua realtà, e dimenticare per esso ogni altra cosa!
Diventare quel minuto, essere la lastra sensibile…
dare l’immagine di ciò che vediamo…”
Cèzanne.
 
  

Parco dell’Antola.
 
Una luce radente al tramonto rendeva visibile anche l'invisibile, in un delicato equilibrio tra realtà e spiritualità...subito dopo la preghiera della Madre Terra nel mio istante sensibile

"...ogni cosa era come doveva essere.
Non un pelo più leggera o più pesante o più forte o più intensa."
(David Malouf )




 

lunedì 16 giugno 2014

Quando la bellezza si fa voce, è meravigliosa luce.

folle di odio voglio cantare
con voce roca e stonata
farmi prestare la voce dell'usignolo
saltare dentro non posso
col cuore ballerino.
 
di Antonio Porta



 
 
Per una donna
a cui sono legato profondamente
per affinità di sensibilità
e la cui voce nel canto
è sublime incanto.  

Meravigliosa cura salvifica
per quella che ormai
era diventata
buia follia.
Mi ha indicato la direzione 
per riconoscere
la luce oltre la tenebra,
per germogliare nella bellezza,
 ancora.



lunedì 9 giugno 2014

Una somma perfezione.



 
 
...ogni cosa procede per una certa eterna necessità di natura e secondo una somma perfezione. Aggiungerò tuttavia ancora questo,
che cioè codesta dottrina del fine rovescia completamente la natura.
Considera infatti come effetto ciò che in realtà è causa, e viceversa.
Poi rende posteriore ciò che per natura è precedente.
Infine, rende imperfettissimo ciò che è supremo e perfettissimo.
 
(da "Etica" di Benedetto de Spinoza)


 
 
 
Fare il piccolo, che è grande.
Fare poco, che è tanto.
Fare bene, che è santo.
 
(Variazioni su Lao Tsu/I di Franco Marcoaldi)



 
 
 
 

martedì 3 giugno 2014

Lo spiraglio.





 
Si chiude e si apre
di continuo lo spiraglio
 
a meno che non sia l'eterno
abbaglio della vita.
 
Franco Marcoaldi

mercoledì 28 maggio 2014

28 Maggio 1974: in memoriam






 



 
 

 

 
 
 
Dunque gli uomini che decidono la politica italiana - e in definitiva la nostra vita -
primo: non sanno nulla, o fingono di non saper nulla, di ciò che è radicalmente cambiato nel "potere" che essi servono, praticamente detenendolo e gestendolo;
secondo: non sanno nulla, o fingono di non saper nulla, sull'unica "continuità" di tale potere,
cioè sulla serie delle stragi.
Ciò è scandaloso. E io sono scandalizzato: a rischio di essere anche ingeneroso e conformista
(come è sempre chi è scandalizzato, e si fa, quindi portavoce di un sentimento comune e maggioritario, non privo di qualunquismo).
E' chiaro comunque che fin che i potenti (..) taceranno sul cambiamento traumatico del mondo avvenuto sotto i loro occhi, un dialogo con loro è impossibile.
Ed è altrettanto chiaro che fin che i potenti (..) taceranno su ciò che invece, in tale cambiamento, costituisce la continuità cioè la criminalità di Stato, non solo un dialogo con loro è impossibile,
ma è inammissibile il loro permanere alla guida del paese.
Del resto c'è da chiedersi cos'è più scandaloso: se la provocatoria ostinazione dei potenti a restare al potere, o l'apolitica passività del paese ad accettare la loro stessa fisica presenza
("...quando il potere ha osato oltre ogni limite, non lo si può mutare, bisogna accettarlo così com'è", Editoriale del "Corriere della Sera", 9-2-1975)
 
Pier Paolo Pasolini - 18Febbraio 1975
 
 
 

 

sabato 24 maggio 2014

Io sono. Io non sono. Mi affido a un'idea di eternità.



 
Sentiamo e sperimentiamo che siamo eterni.
Infatti la mente non sente quelle cose,
 che concepisce con l'intendere, meno di quelle della memoria.
Gli occhi della mente, con cui essa osserva e vede le cose,
sono infatti le dimostrazioni stesse.
Quindi, benché non ricordiamo di essere esistiti prima del corpo,
pure sentiamo che la nostra mente,
in quanto implica l'essenza del corpo sotto specie di eternità,
è eterna,
e che tale esistenza della mente non può essere definita dal tempo,
ossia spiegata dalla durata.
 
(da Spinoza, Etica)
 
 

SOLO SERIES / PART THREE from Anna Knapp on Vimeo.


Vivere in un ambiente è bello quando l'anima è altrove.
In città quando si sogna la campagna, in campagna quando si sogna la città.
Dappertutto quando si sogna il mare.
Parrebbe sentimentalismo, ma non è.
Prova invece l'
all-pervadingness dell'immagine.
Si valuta una realtà soltanto filtrandola attraverso un'altra.
Soltanto quando
trapassa in un'altra.
Ecco perché un bambino scopre il mondo attraverso le trasfigurazioni letterarie o leggendarie o,
comunque,
formali.
Ecco perché "essenza della poesia è l'immagine".
Di qui potrebbe dedursi che il mondo, la vita in generale
si valorizzano unicamente avendo l'animo a un'altra realtà, oltremondana.
Diciamo, avendo l'animo a Dio.
Possibile?


Cesare Pavese, aprile 1945





 
 

venerdì 16 maggio 2014

L'esperienza dello sconfinare


 

 


Questa anima indomita
non riesce a pacificarsi
al di qua del mio limite,
nella quiete dell’oscurità.

In tensione scruta nella fessura
la luce nell’oltre orizzonte,
qui sulla soglia del cosmo.

Lo sguardo sensibile non riposa,
è ponte ardito lanciato a valicare
lo scorrere inesorabile del cielo.

Sosta incerto solo un istante
lungo il bordo della finestra
prima di sfuocare
dentro l’esperienza dello sconfinare.
 
Iperipo
 
 
 
 



Il mondo non ha un'esistenza obiettiva.
Esiste solo in quanto noi riusciamo a percepirlo.
E le nostre percezioni sono necessariamente limitate.
Ciò significa che il mondo ha un limite, che si ferma da qualche parte.
Ma il dove si ferma per me non corrisponde necessariamente al dove si ferma per te.

Paul Auster
 
  



 
 
 
 
 

venerdì 2 maggio 2014

Luce e ombra...il doppio sguardo.




Qualcuno stava dicendo
qualcosa riguardo ombre che coprono il campo, riguardo
lo scorrere dell'esistenza, di come
ci si addormenti verso il mattino
ed il mattino passi.

Qualcuno stava dicendo
di come il vento muoia ma poi ritorni,
di come le conchiglie siano le bare del vento
ma il tempo continui.

Era una lunga notte
e qualcuno disse qualcosa riguardo a come la luna perdeva il suo
bianco
sul freddo campo, come non ci fosse nulla davanti a noi
oltre le solite cose.

Qualcuno menzionò
una città in cui era stata prima della guerra, una stanza con due
candele
contro un muro, qualcuno che danzava, qualcuno che guardava.
Cominciamo a credere

che la notte non avrebbe avuto termine.
Qualcuno stava dicendo che la musica era finita e nessuno
se n'era accorto.
Allora qualcuno disse qualcosa riguardo i pianeti, riguardo le
stelle,
di quanto fossero piccole, quanto fossero lontane.
 
da "The Late Hour" di Mark Strand
 
 


Le miriadi di covi della luce
E ogni cosa perduta- un ricordo

di ciò che non è mai stata. Colline. Le impossibili
colline

perse nel fulgore del ricordo.

Paul Auster




 
 
 

Una fine....non è un limite ma è un passaggio per essere in un altro luogo.



 
Il dispiacere è ciò che cade a brandelli da un corpo arrugginito di tristezza
eppure senza dispiacere il lutto sarebbe pane secco, senza sapore e senza aromi.
 
La fine del lutto è la più bella ricompensa dell'assenza
è la morte che si scusa e si ritira dalla memoria.
 
Tahar Ben Jelloun